Rapporto UrBes: Torino tra le ultime in classifica per qualità delle abitazioni

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E’ stato pubblicato il secondo Rapporto UrBes sul Benessere equo e sostenibile nelle città, realizzato da Istat e Cnel. Il Rapporto presenta una panoramica sulle condizioni e sulla qualità del vivere nelle realtà urbane italiane, individuando 11 dimensioni che le influenzano: Salute, Istruzione, Lavoro e conciliazione tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Paesaggio, Ambiente, Ricerca e Innovazione, Qualità dei servizi.

L’analisi dello stato di benessere nelle città italiane è importante per evidenziare diseguaglianze e tendenze evolutive che possono influenzare i modelli di sviluppo futuri. I dati del rapporto indicano che le differenze tra le città, e in particolare tra quelle metropolitane, sono in taluni casi molto più forti delle differenze che si riscontrano tra le regioni o le ripartizioni. D’altro canto, attraverso questo patrimonio informativo emerge anche il ruolo della città come luogo dell’innovazione. I centri metropolitani mettono in luce, soprattutto rispetto ai contesti provinciali, livelli di scolarizzazione e di reddito più elevati; una maggiore propensione alla specializzazione produttiva e alla connettività; biblioteche e musei più frequentati; una migliore conciliazione tra lavoro e impegni familiari di cui si fanno carico soprattutto le donne.

Per quanto riguarda la città di Torino il quadro è piuttosto frastagliato. In tema di paesaggio e patrimonio culturale, nella città di Torino la presenza di aree verdi e parchi urbani di interesse storico o artistico rappresenta il 7,4% della superficie del centro abitato, una quota sensibilmente più alta rispetto a quanto rilevato per l’insieme dei comuni italiani capoluogo di provincia. Il tessuto urbano storico della città è caratterizzato da una percentuale di edifici in buono o ottimo stato pari al 69,6%: si tratta di un valore superiore rispetto al resto del Paese. A livello ambientale si osservano significativi miglioramenti, che hanno portato Torino a distinguersi positivamente dagli altri comuni capoluogo soprattutto per l’elevata presenza di orti urbani, la crescente diffusione del teleriscaldamento, la minore dispersione di rete di acqua potabile e, infine, il decremento dell’inquinamento acustico.

Nonostante tutti questi aspetti positivi, il Rapporto evidenzia il fatto che Torino soffra di un diffuso disagio abitativo. Un dato su tutti: tra i 117 capoluoghi di provincia italiani, Torino è al quintultimo posto per percentuale di persone che vivono in abitazioni senza gabinetto (0,19%).